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Arte e Cultura

Lella Costa e Gabriele Vacis al Teatro Romano il 3 Luglio al Teatro Romano di Verona in Convenzione

Il 3 luglio, al Teatro Romano di Verona, Lella Costa e Gabriele Vacis riportano in scena Shakespeare con Otello, di precise parole si vive, uno spettacolo che attraversa il classico non per conservarlo, ma per interrogarlo. L'evento è in Convenzione per i Soci del Polo Sociale di Mantova.
Lella Costa Estate Teatrale Veronese

Ci sono testi che non invecchiano: cambiano sguardo. Otello è uno di questi.

Il 3 luglio, al Teatro Romano di Verona, Lella Costa e Gabriele Vacis riportano in scena Shakespeare con Otello, di precise parole si vive, uno spettacolo che attraversa il classico non per conservarlo, ma per interrogarlo.

È una riscrittura che nasce da una domanda semplice e radicale: cosa fanno le parole alle persone? E cosa fanno le persone con le parole?

In questa nuova lettura, costruita a quattro mani da Costa e Vacis, la tragedia di Otello e Desdemona si apre al presente con una lucidità che disarma. Il linguaggio non è più solo strumento narrativo, ma campo di forza: manipola, distorce, seduce, costruisce realtà. E, allo stesso tempo, può diventare spazio di verità.

Al centro emerge una riflessione netta sul potere: il patriarcato come struttura culturale ancora attiva, e il modo in cui le parole ne diventano veicolo e dispositivo.

La scena è abitata da Lella Costa, attrice e autrice tra le più riconoscibili del teatro italiano, e dalla regia di Gabriele Vacis, che costruisce uno spazio essenziale e stratificato, dove il racconto si fa pensiero e il pensiero si fa corpo.

Lo spettacolo nasce dalla collaborazione tra Teatro Carcano e Mismaonda e si inserisce nel percorso dell’Estate Teatrale Veronese diretta da Fabrizio Arcuri, che continua a lavorare sui classici come strumenti attivi del presente.

La serata si apre inoltre con un riconoscimento significativo: alle 21.15 viene conferito a Lella Costa il 68° Premio Renato Simoni, storico premio dedicato alla fedeltà al teatro di prosa. Un momento che precede la scena e la prepara, come un passaggio di testimone tra memoria e presente.

Poi arriva Shakespeare. Ma non quello che conosciamo: uno Shakespeare che ci guarda mentre lo guardiamo.

E ci ricorda che, in fondo, di precise parole si vive.

Per i Biglietti in Convenzione consultare la Convenzione con Estate Teatrale Veronese.

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